Imparare una lingua: meglio didattica a distanza o didattica in presenza?

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Mario Mirandola

Mario Mirandola

Insegnante d’inglese, scrittore, globe-trotter, consulente presso un’organizzazione internazionale di scambi culturali e fondatore di www.imparaunalingua.com 

Proviamo a vedere i vantaggi e gli svantaggi di questi due modi di praticare l’insegnamento. Attingiamo dalla nostra esperienza di insegnanti di lingue straniere: imparaunalingua.it

Sono due modi indispensabili ai fini dell’apprendimento?

Si possono integrare, oppure l’uno esclude l’altro?

Facciamo un po’ di chiarezza, al di là della pandemia e delle speculazioni politiche sulla scuola.

Credo che bisogna partire dall’esperienza diretta degli studenti e insegnanti e che bisogna ribadire che la scuola non può essere considerata soltanto un parcheggio.

È scontato che la presenza a scuola, cioè l’incontro diretto dei ragazzi tra loro e con gli insegnanti, non sia soltanto un fatto culturale finalizzato all’apprendimento di tematiche culturali disciplinari, ma un’esperienza di vita di grande valore aggiunto, dopo quella della famiglia.

A volte, nei casi di situazioni familiari difficili e compromesse, andare a scuola diventa per i ragazzi l’unica via d’uscita per riscattarsi, l’unica forma di socializzazione e incontro.

Cosa s’impara a scuola?

Viene spontaneo rispondere con l’elenco delle discipline che fanno parte dell’offerta formativa: italiano, inglese, matematica, scienze, ecc.

In realtà, oltre alle materie studiate, si punta anche a riflettere sui valori di cui la nostra società vuole essere portatrice: in primis, l’accoglienza dell’altro e delle differenze culturali, la solidarietà, il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.

Ecco perché andare a scuola è un investimento prioritario che ogni Governo dovrebbe inserire nella propria agenda.

Purtroppo, non possiamo fare a meno di usare il condizionale, dove anche in una democrazia come la nostra, le spese militari superano di gran lunga quelle dell’istruzione. La parola inglese education riassume molto bene cosa significa andare a scuola.

Molto di più d’imparare contenuti.

Dopo questa doverosa premessa, entriamo adesso nello specifico della didattica.

Qual’è la pratica dell’insegnamento?

Partiamo dall’esperienza diretta di imparaunalingua.it: come s’impara una lingua straniera?

In particolare, come s’impara l’inglese?

La risposta immediata è: a scuola in presenza e a distanza, e nell’esercizio individuale a casa. Lo studente non deve soltanto attingere e praticare le informazioni acquisite, mostrare le proprie abilità e competenze.

È anche necessario che si eserciti e rielabori il tutto a casa, nel silenzio della sua stanza.

Quella della rielaborazione individuale a casa, implica un fattore spesso trascurato nella nostra scuola: imparare ad imparare. La didattica a distanza e in presenza non può non aiutare gli studenti ad imparare.

Non è soltanto trasmissione di sapere, ma anche e soprattutto strategie per imparare ad imparare. Il vero apprendimento avviene quando lo studente pratica in completa autonomia, al di fuori del contesto scolastico.

Al centro della didattica non c’è l’insegnante e nemmeno i contenuti da trasmettere: al centro ci sono gli studenti e i loro bisogni formativi.

Per imparare l’inglese, o un’altra lingua, è necessario che gli studenti sappiano bene quello che gli spetta, cosa esattamente devono imparare, cosa devono saper fare alla fine di un tempo didattico.

Si, bisogna partire dall’arrivo, dalla consapevolezza di quello che si vuole imparare.

Per imparare l’inglese bisogna acquisire in modo solido la consapevolezza degli ingredienti principali che costituiscono l’apprendimento della lingua: usage e use.

Cioè, la forma, le strutture morfosintattiche e le funzioni comunicative. Per concludere, possiamo dire che s’impara a scuola in presenza (maggior impatto per le relazioni e la comunicazione), ma anche a distanza, efficace per il consolidamento delle strutture grammaticali e il potenziamento del lessico.

L’approccio funzionale e comunicativo è integrato: le quattro abilità linguistiche (saper leggere, scrivere, ascoltare e parlare) si mescolano e integrano continuamente.

Difficile quindi incasellare la comunicazione linguistica in formule teoriche che spesso non trovano riscontro nella realtà.

La comunicazione linguistica è una realtà complessa che presuppone sempre interesse e motivazione da parte di chi vuole apprenderla.

Allora, quando si parte col piede giusto, quello della consapevolezza e della determinazione, imparare una lingua diventa un percorso facile e molto soddisfacente.

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Mario Mirandola

Mario Mirandola

Insegnante d’inglese, scrittore, globe-trotter, consulente presso un’organizzazione internazionale di scambi culturali e fondatore di www.imparaunalingua.com 

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